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27 maggio 2015

Protesti e ritardi 2014

 

Nel 2014 si e' assistito a un forte calo dei protesti e dei ritardi che ha riportato la situazioni a livelli simili a quelli precedenti la crisi, con il calo di societa' protestate nell’industria che evidenzia una diminuzione del 22,5% su base annua e livelli già al di sotto di quelli pre-crisi.
L’intenso processo di ristrutturazione che sta attraversando il sistema economico italiano con l’uscita in massa dal mercato di società fragili, spesso caratterizzate da pagamenti irregolari, ha spazzato via i cattivi pagatori che scaricavano le proprie difficolta' sui fornitori.
Si e' riscontrata una maggiore cautela da parte delle imprese a concedere credito commerciale, nella misura in cui a un terzo dei cattivi pagatori del precedente biennio non e' stato concesso alcun credito; nei settori maggiormente influenzati come l'edilizia si sono registrate punte del 40%.
Sempre nei settori ad alto rischio e nei servizi, si e' anche sviluppata la prassi di pretendere scadenze piu' brevi, con una complessiva riduzione sia dei termini concordati che dei giorni di ritardo.
I protesti si sono ridotti anche per il minore utilizzo di assegni e cambiali come metodi di pagamento; la Banca d'italia rilevava che tra il 2006 e il 2013 il ricorso di tali forme di pagamento  da parte delle aziende e' diminuito dal 30% al 12%.
Sono migliorati i pagamentei della Pubblica Amministrazione, che rimane pero' un cattivo pagatore, con un dimezzamento rispetto al 2012 delle fatture scadute e non pagate e risultati simili nei tempi di pagamento (che arrivano cosi' ad essere circa il doppio del tempo delle imprese: 37,5 per le PA contro 19,3 delle imprese).
Fonte: Payline, Cerved.

Nel 2014 si e' assistito a un forte calo dei protesti e dei ritardi che ha riportato la situazioni a livelli simili a quelli precedenti la crisi, con il calo di societa' protestate nell’industria che evidenzia una diminuzione del 22,5% su base annua e livelli già al di sotto di quelli pre-crisi.


L’intenso processo di ristrutturazione che sta attraversando il sistema economico italiano con l’uscita in massa dal mercato di società fragili, spesso caratterizzate da pagamenti irregolari, ha spazzato via i cattivi pagatori che scaricavano le proprie difficolta' sui fornitori.

Si e' riscontrata una maggiore cautela da parte delle imprese a concedere credito commerciale, nella misura in cui a un terzo dei cattivi pagatori del precedente biennio non e' stato concesso alcun credito; nei settori maggiormente influenzati come l'edilizia si sono registrate punte del 40%.


Sempre nei settori ad alto rischio e nei servizi, si e' anche sviluppata la prassi di pretendere scadenze piu' brevi, con una complessiva riduzione sia dei termini concordati che dei giorni di ritardo.


I protesti si sono ridotti anche per il minore utilizzo di assegni e cambiali come metodi di pagamento; la Banca d'italia rilevava che tra il 2006 e il 2013 il ricorso di tali forme di pagamento  da parte delle aziende e' diminuito dal 30% al 12%.

Sono migliorati i pagamentei della Pubblica Amministrazione, che rimane pero' un cattivo pagatore, con un dimezzamento rispetto al 2012 delle fatture scadute e non pagate e risultati simili nei tempi di pagamento (che arrivano cosi' ad essere circa il doppio del tempo delle imprese: 37,5 per le PA contro 19,3 delle imprese).

Fonte: Payline, Cerved.


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